lunedì 13 ottobre 2008

Troppa pigrizia per cercare tutti i link

Il 2008 sarà ricordato come l’anno in cui la fisica italiana fece parlare di sé.

Il Papa alla Sapienza, Cini, Maiani, la Carlucci e il mancato Nobel a Nicola Cabibbo.

Oscure trame dell’innominabile AZ, secondo i non credenti.

Cabibbo escluso perché cattolico, secondo la Conferenza Episcopale.

Tutto e il contrario di tutto.

Peraltro, che mai vorrà dire “fisica italiana”? Sul serio.

Bello questo post, meno bella l’apertura del post che lo precede. Fino a che punto può spingersi l’ossessione per la politica? I Nobel fanno piacere a seconda del partito che c’è al governo? E qual’è la politica ideale della ricerca? Denaro pubblico a pioggia? La ricerca dev’essere uno sport per squadre nazionali? La competizione interna va abolita (e con essa ogni incentivo a migliorarsi) allo scopo di aiutare il compaesano?

Non mi sembra che gli Stati Uniti abbiano mai fatto lobbying come nazione. Per centro di ricerca, semmai, ma i più esperti mi illumineranno.

Si deve a Gabriella Carlucci il concetto di fisica delle particelle romana. La sua opinione sulla scienza è interessante quanto le opinioni politiche dei fisici, grossomodo.

La Gelmini taglia, ma nessuno riflette sulla totale assenza di fondi privati o sull’inerzia degli imprenditori. Una tesi in collaborazione con un’azienda, guadagno di immagine, prestigio, magari un brevetto; ma anche un pesante assegno a favore del proprio Dipartimento: tutto ciò deve proprio fare schifo ai più.

Che c’entra tutto questo con Cabibbo? Niente, caro Matteo, a tutti e due piace divagare.

4 commenti:

tomate ha detto...

Io credo che mentre ogni professione è appannaggio degli addetti ai lavori, quando si vuole entrare nel merito, la politica non sia materia esclusivamente dei politici, e che quella dei fisici sia una comunità troppo poco ascoltata. avremmo molte cose da dire, una struttura mentale pragmatica e critica che non nuocerebbe affatto in politica.

Grazie per la citazione, non so perchè ma blogsome non mi segnala i link in ingresso, quindi rischiavo di non accorgermene.

gd ha detto...

È ovvio che tutti abbiamo diritto di partecipare alla vita politica, proprio per questo le posizioni assunte dai fisici valgono come quelle di tutti gli altri cittadini. Non ho mai creduto alla favola della forma mentis che ci rende speciali. Lo chiamo spirito critico prêt-à-porter, se ho voglia di far polemica.

Da qualche anno sono abituato a confrontarmi con colleghi e professori (quasi sempre politicamente alla mia sinistra). Da una vita mi confronto coi miei familiari (quasi sempre politicamente alla mia destra). Quando mi interesso di questioni civili non sto lì a rappresentare la comunità dei fisici né la mia famiglia d’origine.

Se mi perdoni l’auto-citazione, sull’intreccio tormentato fra scienza e ideologia ho già scritto (in maniera non meno contorta).

tomate ha detto...

ho letto, ma mi sfugge qualcosa.

gd ha detto...

L'avevo detto che era contorto...