lunedì 28 aprile 2008

La globalizzazione, signora mia

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Ho come l’impressione che quello dell’articolo sia un caso di trogloeruditismo. Gli elementi ci sono tutti, dalle bordate contro la globalizzazione al rimpianto del bel tempo che fu; ma forse l’autore è solo ironico.

È ironico, vero?

No, perché, dall’inizio alla fine del testo, l’avesse usato una dannata volta, il segno d’interpunzione.

martedì 15 aprile 2008

Alternanza perché non c’è alternativa. In coda, le notizie locali

È una buona notizia che siano spariti i comunisti.

È una buona notizia che l’estrema destra sia assente dal Parlamento.

È una cattiva notizia che siano scomparsi i socialisti, ma un po’ se lo meritano, per la totale mancanza di carisma, perché rimpiangono Prodi e perché solidarizzano con la Sinistra Arcobaleno (Tony Blair non lo avrebbe fatto mai).

È una buona notizia che nove radicali pannelliani si distribuiscano fra Camera e Senato, eletti perlopiù da chi radicale non è.

A Walter farà bene nuotare nel fango per cinque anni. Ha fatto dei passi avanti e altri ne farà, magari con l’aiuto degli stessi radicali. È una buona notizia che in Italia vi sia l’alternanza.

È una buona notizia che a Benedetto Della Vedova si affianchi Peppino Calderisi.

È una cattiva notizia che Daniele Capezzone non sia stato candidato (insultatemi pure nei commenti). Cosa farà da grande?

I miei omaggi alla giornalista Fiamma Nirensztejn. Le auguro di farsi valere come deputata. Peccato sia in bundle con Ciarrapico; è un mondo difficile e qualcuno se ne approfitta.

Lega federalista o Lega razzista?

Di Pietro giustizialista o Di Pietro su Second Life?

Che dire di Bruno Tabacci? Guardate questo video: il solito vittimismo dei piccoli movimenti o un pensiero economico che può essere common sense e patrimonio comune?

Infine, chi sono gli undici concittadini alla Camera (14 per il Senato) che hanno avuto l’ardire di votare Partito Liberale? Vorrei conoscerli, stringere loro la mano, bere assieme una birra.

Che farà Maurizio Bolognetti?

domenica 6 aprile 2008

Registrare la TV via Internet

Sei un bloggher intellettuale e a casa non c’hai manco l’antenna? Vuoi guardare la TV di nascosto mentre ostenti la tua indipendenza radical-chic? Ecco come fare.

Scaricate StreamerOne ed estraete i file dall’archivio.

Se il vostro sistema operativo è una distribuzione GNU/Linux basata su Debian (tra cui Ubuntu) a 64 bit, prendete qualche spunto da qui.

Lanciate il programma streamerone. Il file di configurazione, almeno nel pacchetto Linux, è config.ini, ma in questo articolo lo lasceremo inalterato.

In questo modo, l’intervallo di porte TCP che dovrete aprire/inoltrare nel vostro firewall/router/NAT per una migliore condivisione è da 10000 a 11000 (ma in config.ini se ne può scegliere un altro, purché comprenda almeno due porte: si raccomanda di evitare numeri di porta al di sotto di 1024, e tutte quelle porte che avete eventualmente riservato ad altre applicazioni).

Se non si apre automaticamente, puntate il vostro browser su http://127.0.0.1:6777/, sarà la vostra interfaccia utente. Pazientate un po’ per la connessione e scegliete il vostro canale. I canali Test 1, Test 2, etc. sono in genere i principali canali televisivi nazionali.

Se non parte automaticamente, puntate il vostro player su http://127.0.0.1:6789 per vedere il programma.

Ma noi vogliamo registrare, vero? Dunque, possiamo anche chiudere il player, in seguito vedremo il nostro programma dal file in cui registreremo la trasmissione.

In pratica non resta che salvare da qualche parte questo flusso HTTP. Il modo più semplice che mi viene in mente è usando wget.

wget -O RAI1.ASF http://127.0.0.1:6789

Nelle prossime puntate, se mai ve ne saranno, vedremo come “programmare” il nostro “videoregistratore” con cron o anacron (Unix) o come “operazione pianificata” di Windows.

Ora, apriamo pure RAI1.ASF col nostro player preferito: in effetti anche la qualità è quella di un vecchio VHS ;-p.

mercoledì 2 aprile 2008

Voto disgiunto

Ronald Reagan José Luis Rodríguez Zapatero

Il miglior sistema di assistenza sociale è un lavoro.

La visione del governo sull'economia. Se si muove, tassiamola. Se si muove ancora, regoliamola. Se si ferma, sussidiamola.

Considero tutte le proposte d'intervento statale con mente aperta, prima di votare no.
Riconosciamo oggi in Spagna il diritto a contrarre matrimonio con persone dello stesso sesso. Non siamo stati i primi, ma sono sicuro che verranno dopo molti altri Paesi spinti da due forze inarrestabili: la libertà e l'uguaglianza. Si tratta di un piccolo cambiamento nel testo della legge che comporta un im­menso cambiamento nelle vite di mi­gliaia di concittadini. Non stiamo legi­slando per gente remota e sconosciuta; stiamo allargando la possibilità di es­sere felici per i nostri vicini, i nostri compagni di lavoro, i nostri amici e i nostri famigliari ed allo stesso tempo stiamo construendo un paese più one­sto, perché una società onesta è una società che non umilia i suoi membri. I nostri figli ci guarderebbero con incre­dulità se gli raccontassimo che non molto tempo fa le loro madri avevano meno diritti dei loro padri, che le per­sone dovevano continuare a restare unite nel matrimonio, aldilà della pro­pria volontà, quando non erano più ca­paci di convivere insieme. Oggi pos­siamo offrire una bella lezione: ogni diritto conquistato, ogni libertà rag­giunta, è stato il frutto dello sforzo e del sacrificio di molte persone che dobbiamo oggi riconoscere e di cui dobbiamo essere orgogliosi.