giovedì 29 maggio 2008

Dio benedica il vuoto legislativo

No doubt it's hard for Senators to accept that progress can happen without them, but if they'd really like to see stem cells do wonders, they should leave the funding to the private sector, and the research decisions to the researchers. Let the labs get on with their work: discovering the cures for what ails us.

Il tecnocrate si chiedeva in un commento come porsi nei confronti di TocqueVille.

Io non sono aggregato a niente, non faccio testo. TocqueVille, se le mie conoscenze della storia blogghereccia sono esatte, nasce come aggegatore liberale, se non libertarian. Oggi è l’aggregatore ufficiale del centrodestra. In homepage, in alto sulla destra campeggia il bannerone della TV della Brambilla. Poco più in basso, il feed da ilfoglio.it.

Il link al Cato Institute è parecchî, ma parecchî pixel più in basso. Così sono ritornato da quelle parti, per curiosità ho scritto “embryonic” nel motore di ricerca interno ed ho scoperto un articolo di circa un anno fa, che meritava la citazione con cui ho aperto il post.

lunedì 19 maggio 2008

Ritardare un servizio

#! /bin/sh

DELAY=30

. /lib/lsb/init-functions


case "$1" in
start)
log_begin_msg "Starting aiccu (deferred in the background)..."
( (sleep $DELAY && /etc/init.d/aiccu.real start) 2>&1 | logger ) &
log_end_msg $?
;;
*)
/etc/init.d/aiccu.real $1
;;
esac

exit 0

Nell’esempio il servizio è AICCU, il noto client per ottenere una connessione IPv6 tramite il progetto SixXS. L’esempio fa riferimento a Ubuntu, ma provate pure ad adattarlo alla vostra distribuzione o al vostro sistema Unix preferito, se riscontrate un problema simile al mio.

Qual è il problema? Che se si ottiene la connessione IPv4 tramite NetworkManager e consimili, questa non è ancora pronta quando viene avviato il servizio. Ho provato a modificare l’ordine dei servizî in /etc/rc*.d/ ma non c’è stato niente da fare:

root@localhost:~# reboot
...
...
Starting SixXS Automatic IPv6 Connectivity Client Utility (aiccu)... failed!

Così anche oggi ho dovuto compiere il mio accrocchio quotidiano:

root@localhost:~# cd /etc/init.d
root@localhost:~# mv aiccu aiccu.real

e al posto di /etc/init.d/aiccu ho messo lo script di sopra. Non elegantissima come soluzione ma almeno funziona.

venerdì 16 maggio 2008

Il 16 maggio siamo tutti più buoni


Caro signor livefast, da quando ha preso la sciagurata decisione di far scrivere alcuni post ad altri, il suo blog è diventato una specie di salotto buono dell’acume ostentato e persino del finale a effetto (rilegga i suoi guest bloggers, se osa negarlo: non importa che alcuni di loro, a casa propria, scrivano pure benino).

Ciò che importa è che, peggio di così, c’è solo il nome e cognome nell’url. Le pare che avremmo potuto cedere l’ultimo post sul filesystem XFS a Salvatore Aranzulla?

Noi siamo alla ricerca di un nickname in cui riconoscerci ma lei è alla ricerca di qualcosa da scrivere. Restiamo convinti che chiunque possa prendersi dignitosamente una vacanza in ogni momento e senza dare spiegazioni. Seguitiamo a credere che il web-marketing, il nano-publishing (come le tecniche di posizionamento sui motori di ricerca) siano la negazione stessa del web. Ultimo rantolo di un’economia che non vuole morire ma continuare a strafogarsi di asimmetria informativa. Il suo post di Natale ci fece innamorare di lei.

Siamo da sempre invidiosi del suo ascendente sulle lettrici di Grazia (senza ironia: il blog di Grazia è l’unico che smentisca i nostri teoremi); ma l’invidia è un sentimento umano e bellissimo, come le tasse.

Tempo fa ebbe la gentilezza di lasciarci un commento; ora rimuoverla dal blogroll senza due righe sul perché ci sembrava proprio brutto.

venerdì 9 maggio 2008

How to resize (grow) an encrypted XFS partition (without LVM)

Be’, diciamo che la partizione deve avere tutta la vita davanti. Questo è l'output di cfdisk:


Name Flags Part Type FS Type [Label] Size (MB)
------------------------------------------------------------------------------
sda5 Logical Linux ext3 12000,66*
sda6 Logical Linux swap / Solaris 1003,49
sda7 Logical Linux 17996,92
Pri/Log Free Space 42022,96

Nel mio esempio, ho criptate le home direcories di alcuni utenti, in /home2.

Precisamente, /dev/mapper/home2 era montata su /home2.

Smontiamola:

umount /home2 ,

poi:

cryptsetup luksClose home2.

A questo punto, mancando un comando “resize” in cfdisk, facciamola sporca: eliminiamo la partizione (nel nostro caso, sda7). Poi creiamone un’altra, più grande, a partire dalla stessa posizione iniziale: se non formattiamo (e non formatteremo) i nostri dati criptati sono sempre lì, abbiamo alterato solo la tabella delle partizioni. Anche il nome del device resterà lo stesso.

Riavviamo (ma non sono sicuro sia necessario).

Decrittiamo la partizione, come se nulla fosse:

cryptsetup luksOpen /dev/sda7 home2 ;

ma estendiamola:

cryptsetup resize home2 ;

e infine montiamola:

mount -t xfs /dev/maper/home2 /home2 .

Dal punto di vista del filesystem, la dimensione è rimasta quella vecchia (basta digitare df -h /home2 per rendersene conto). Risolviamo quest’ultimo problema:

xfs_growfs /home2

(sì, forniamo il mount point, l’operazione si effettua a partizione montata).

Fatto! Ovviamente si è assunto che conosciate un minimo come gestire partizioni criptate con LUKS, cryptsetup, dm-crypt, insomma, quella roba lì... cercate in rete.

A me l'operazione è andata liscia, ma questo non ci esime dal fare sempre i backup. Sempre.