giovedì 21 gennaio 2010

“Questa è Storia!”

Ho sentito persone di destra gongolare dinanzi al telegiornale che ricordava la caduta del Muro di Berlino. A ciascuno la sua strumentalizzazione. Il Venticinque Aprile le persone di sinistra sfilano in piazza pensando che sia una festa di loro proprietà. Per le persone di destra, peraltro, il 25 di aprile si celebra San Marco evangelista e, semmai, sarebbe il caso di ricordare i massacri delle foibe.

Per le persone di sinistra, nel decennale della scomparsa di Bettino Craxi, è scandalosa la beatificazione odierna di cotanto delinquente. Per me, che forse ora apparirò di destra (?), dovrebbero contare i fatti. Se ho capito bene, fu condannato perché “non poteva non sapere” e morì lontano dall’Italia, da latitante. Forse non è morto abbastanza. Bisognava esporre il cadavere in piazzale Loreto, birra, salsicce e lancio di monetine. Massimo D’Alema avrebbe proposto i funerali di Stato. Vedere sfilare la carogna del proprio avversario politico seduti su quella che era stata la sua poltrona evidentemente non aveva prezzo. Oggi intima al presidente della regione Puglia di farsi da parte, e pure il presidente della regione Puglia è inquisito, ma sono certo che questa sia solo una coincidenza.

In tutta l’Europa occidentale c’è una destra e una sinistra ma nessuna delle due ha un passato totalitario da farsi perdonare, anche solo in termini di vaga simpatia ideologica. In tutta l’Europa occidentale, a sinistra, ci sono e ci sono sempre stati i socialisti o laburisti, e analogamente a destra troviamo liberal-conservatori e cristiano-moderati che non hanno generalmente sentito il bisogno di rimpasti o cambi di nome o simboli.

Nel mio paese i democristiani si fondono in un unico partito con gli ex-comunisti mentre i (profughi) socialisti si collocano a destra. In un contesto di generale illegalità un solo partito pagò il prezzo più alto: l’estinzione di una intera classe dirigente; ma il partito che fu di Giacomo Matteotti, Gaetano Salvemini e Loris Fortuna avrebbe rappresentato un barlume di normalità in mezzo a tanta schizofrenia.