domenica 28 marzo 2010

Nessuno, che io sappia, rinuncia alle scarpe (cit.)

Oggi non c’era il simbolo radicale nella scheda elettorale ed è anche colpa mia. Mi sono ricordato della raccolta delle firme quando era troppo tardi. La Basilicata è un feudo del centrosinistra, non so se cambierà in futuro, ma certo sarebbe stato furbo proporre alleanze simili a quelle del Lazio o quelle che hanno consentito, a suo tempo, una presenza nel Parlamento nazionale. Maurizio Bolognetti non è furbo. Non mi pare neanche che sia candidato in altre regioni, anzi credo non sia candidato da nessuna parte. Un segretario regionale che parla ai muri è in ogni caso più dignitoso di un segretario nazionale che elemosina l’affetto di Beppe Grillo o di un ex-segretario che si è trasformato nell’assistente dell’autista del maggiordomo di chissà chi.

lunedì 22 marzo 2010

Il segreto dell’urna è l’unico momento di libertà che ci rimane

Quanto sono insopportabili i video politici su YouTube! Quelli in cui vengono aggiunti dei titoli e una musica di sottofondo a spezzoni di programmi televisivi, interviste o quant’altro. La community non sa produrre di meglio, evidentemente, che un taglia-e-cuci con cui prescrivere una interpretazione della realtà. Se la politica fosse Wiki-politica, Berlusconi non vincerebbe mai. D’altro canto, se si votasse col televoto Berlusconi vincerebbe sempre - e ai radicali andrebbe il premio della critica. Neanche la piazza è una forma di democrazia, ma solo una dimostrazione di forza logistica: treni speciali, autobus pagati, servizio d’ordine, permessi del Comune e panini con la porchetta. Un primato per molti decenni appartenuto alla sinistra e alla sua cultura. Basta che quelli in prima fila, con lo striscione in mano, sappiano rispondere bene ai giornalisti; a tutti gli altri, quelli che fanno numero, basta regalare una giornata di svago.