giovedì 12 agosto 2010

Tutti dietro al NAT (il personale è politico)


In piena estate, riflettendo sul monopolio di Facebook e altre cose. Il blog rimane roba da geek sia pure nel senso troppo ampio che si dà in Italia a questa parola. A casa propria ciascuno è dietro un NAT e a nessuno importa essere raggiungibili globalmente: si preferisce essere tutti client dello stesso server. IPv6 non prenderà mai piede perché nessuno lo vuole. Persino i server della piccola e media impresa hanno paura di tuffarsi nella grande rete interconnessa, li mettono dietro un Destination NAT. Jon Postel è morto da tempo, e i router DSL ti guardano in modo ostile se vuoi assegnare indirizzi pubblici alle interfacce interne. Come il cameriere che ti guarda stupito e commiserevole se entri nel ristorante da solo: allarga le braccia e ti dice: «si metta un po’ là».