mercoledì 1 giugno 2011

Quattro schede nulle

(data approssimativa)

Vorrei annullare quattro volte la scheda referendaria, ma comunque recarmi al seggio e contribuire al raggiungimento del quorum, riservandomi di chiedere a tutti i candidati che mi chiedessero il voto alle prossime politiche cosa pensano dell'articolo 75 della Costituzione Italiana (che solo il Parlamento può modificare e a maggioranza qualificata).

Quanto al merito.

Sono in generale favorevole alle privatizzazioni, confidando nei benefici di un mercato concorrenziale e nella responsabilità di chi rischia risorse finanziarie proprie. Devo però riconoscere che in molti casi si è solo introdotto forzatamente un monopolio privato. Per questo non posso votare no.

Le leggi ad personam mi annoiano esattamente come le iniziative per abrogarle. Sono comunque favorevole alla separazione delle carriere, e a chi obietta che in questo modo i procuratori sarebbero alle dipendenze del Governo rispondo che l’anello che manca è l’elezione popolare, sul modello americano. Cosa c’entra il legittimo impedimento? Forse nulla, ma temo che una vittoria referendaria abbia l’effetto politico di sancire la sostanziale impossibilità di una riforma radicale della Giustizia.

Infine, non sono e non sarò mai un antinuclearista: se domattina la Francia spegnesse tutti i suoi reattorri non ci sarebbe proprio nulla di cui rallegrarsi. I combustibili fossili fanno molte più vittime delle centrali a fissione; in un modo silenzioso, costante e che non fa poi così notizia. Preferirei vivere vicino ad una centrale nucleare che vivere - come vivo - nel bel mezzo del più grande giacimento petrolifero dell’Europa continentale. Ma l’Italia è uscita dal nucleare negli anni ’80, ormai ha perso il treno e non vale più la pena di rincorrerlo: significherebbe moltiplicare i costi e annullare i benefici. Per questo non posso votare no.


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